L'uso di questa sorgente affonda le sue radici nella notte dei tempi. Il ritrovamento di resti murari di epoca romana nelle immediate vicinanze testimonia come già duemila anni fa l'area fosse frequentata e valorizzata per la purezza delle sue acque.
In epoca rinascimentale, la fontana era un punto di riferimento geografico e difensivo così importante da essere citata espressamente dal marchese Ludovico II Gonzaga. In ben tre lettere ufficiali (datate 8, 17 e 20 maggio 1461), scritte durante i lavori di ristrutturazione del castello, il signore di Mantova fa riferimento a "il muro del revellino e San Biagio verso la fontana", confermando il legame strategico tra il fortilizio superiore e la fonte sottostante.
Il nome stesso, "Torcolo", sembra derivare proprio da questa gloriosa epoca: nelle vicinanze della fonte sorgeva infatti un'antica dimora dotata di un torchio (in dialetto locale torcol) per la spremitura di olive e uve, già censito nei registri gonzagheschi.